Bollicine in Asia: Prosecco o Champagne, il TRENTODOC cerca spazio 
Trento DOC sparkling wine for Asian markets

 

Nei mercati asiatici il mondo delle bollicine è diviso in due categorie: low-cost o lusso. Il TRENTO DOC, forte della sua identità territoriale, ha il potenziale per emergere, ma serve una strategia di comunicazione più incisiva. 

di Domenico di Luccio, titolare di D&P Selezioni 

Tradizionalmente, i mercati asiatici, comprendendo India, area indocinese, Singapore, Cina, Hong Kong, Taiwan, Filippine, Indonesia, Giappone e Corea del Sud, suddividono le bollicine in due grandi categorie: da una parte il Prosecco, dall’altra lo Champagne. Per la clientela comune, denominazioni come Franciacorta o Trentodoc non sono percepite come entità ben definite e distinte. 

Inoltre, la maggior parte dei consumatori finali non considera neppure la differenza tra i metodi di produzione, ovvero la rifermentazione naturale in bottiglia e quella in autoclave. 

Di conseguenza, il rapporto tra questi mercati e le bollicine italiane è complesso e tutt’altro che scontato. 

Per gli asiatici, in generale, il Prosecco è sinonimo di prodotto economico, mentre lo Champagne rappresenta la fascia alta. 

Negli ultimi anni, tuttavia, grazie alla formazione di figure locali in Italia e alla crescente presenza di sommelier professionisti in questi mercati, la situazione sta evolvendo, sebbene i numeri restino ancora modesti. 

L’unica eccezione, seppur relativa, è rappresentata dal Giappone. Questo Paese si distingue dagli altri mercati asiatici per la cultura e la considerazione del vino, che viene consumato quotidianamente anche in ambito domestico. Tuttavia, in termini assoluti, il consumo di metodo classico rimane limitato. 

Per quanto riguarda nello specifico il Trentodoc, ritengo che si tratti di una realtà con una forte identità rispetto ad altre denominazioni nel panorama delle bollicine. 

Questa denominazione si distingue per il suo legame con un territorio ben definito e per caratteristiche pedoclimatiche uniche. L’associazione tra il nome Trentodoc e la provincia di Trento rafforza questa identificazione, contribuendo a conferirgli un valore distintivo. 

Anche di fronte ai recenti cambiamenti climatici, il Trentodoc è percepito in modo diverso rispetto ad altre aree, un aspetto che deriva dalla conformazione stessa del territorio. Questa è l’opinione che ho maturato confrontandomi con i professionisti del settore con cui collaboriamo. 

C’è ancora molto da fare e ritengo che, a livello istituzionale, sia necessario comunicare con maggiore incisività il valore aggiunto che la zona di produzione del Trentodoc conferisce al prodotto finale. La promozione deve puntare sulla sua identità territoriale e sulle sue peculiarità, piuttosto che focalizzarsi esclusivamente sui singoli brand. 

In conclusione, sono convinto che il Trentodoc abbia un grande potenziale di sviluppo e apprezzamento. La chiave del successo risiede in una strategia comunicativa efficace, capace di valorizzare il legame tra il prodotto e il suo territorio d’origine.